I britannici e il rapporto con i figli
La mia prima esperienza di vita britannica risale a un tot di anni fa, e non voglio ricordare quanti. Ero poco più di una ragazzina (ammesso che ora ne sia uscita dalla fase ragazzina, ma ne dubito) e i miei genitori italiani doc mi avevano indotta a credere che tutti i genitori di qualunque nazionalità appartenessero alla stessa categoria: quella degli iperapprensivi nei confronti della loro prole.
Dicevo, ero poco più di una ragazzina e mi ero ritrovata a condividere abitudini e usanze con una famiglia inglese composta da genitori e tre figli.
Ricordo che durante una “sanguinosa lotta” tra me e i suddetti figli il più piccolo dei tre era caduto sbattendo la testa e aveva cominciato a piangere come un pazzo, giustamente.
Ora, nella mia esperienza di figlia cresciuta in un ambiente iperprotettivo e paranoico, avevo cominciato a sudare freddo immaginandomi scenari di ambulanze, pronto soccorso, tac e conseguente ovvio trauma cranico.
I genitori, invece, se la ridevano divertiti minimizzando l’accaduto e con un tono talmente rilassato che mai avrei potuto immaginare un genitore potesse avere dopo un episodio simile.
(aneddoto soft e poco sconvolgente, ma mi rifarò nei prossimi post, promesso)
Sono così in tutto il nord Italia…non è una prerogativa esclusivamente british, ma forse loro lo fanno con più style… anche per me comunque, italiano doc, risulta un comportamento alieno…